L’angolo della preghiera

In questa pagina troverai tutte le preghiere e le riflessioni che faremo ogni settimana

Sabato 6 febbraio

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 4, 18-22

Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori.

E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettava le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.

Prometto con l’aiuto e l’esempio di Gesù,

di fare del mio meglio per migliorare me stesso,

per aiutare gli altri,

per osservare la legge del branco.

RIFLESSIONE

Come i primi quattro discepoli che sono stati chiamati da Gesù sulle rive del mare, anche noi con la nostra promessa ci impegniamo ad essere dei bravi lupetti che danno il buon esempio ai fratellini e alle sorelline, dimostrando di fare del loro meglio per mettere in atto la promessa che portano già nel cuore.

In questo link trovi una jam board dove trovi le istruzioni di quello che devi fare… cos’è per te la promessa?

GAM-BOARD

Sabato 16 gennaio

Serva di Dio Daniela Zanetta

“A volte sono sicura di farcela, due minuti dopo mi sento una frana; ciò che mi spaventa è la paura di chiudermi in me stessa, di diventare pigra, prego Gesù con tutte le mie forze perché mi indichi la strada giusta, non voglio certo diventare un relitto, anzi devo lottare con tutte forze per condurre una vita normale e indipendente”.
“In questo periodo travagliato ho avuto modo di capire quanto sia esile il filo che mi tiene

legata alla vita, ho sperimentato il mio nulla, il mio essere niente anche nelle azioni più semplici e banali, come il mangiare, il riposare: anche in queste facili cose dipendo da Dio, ho bisogno del Suo aiuto per realizzarle. Sono sempre più appesa a un filo che si assottiglia; io ce la metto tutta, cerco di vivere bene la “croce” e di offrirla con gioia, non sempre ci riesco ma faccio del mio meglio”.
“Tu sai quanto vorrei fuggire il dolore ed allontanare quel calice tanto amaro, eppure è lì che Ti scopro più vero, è lì che Ti sento più vicino, è lì che sorge quell’amore puro e così grande da redimere l’umanità. Tu vedi il mio nulla, costati la debolezza di questo povero corpo, ma, ecco, mi rivolgo a Te perché non la mia ma la Tua volontà sia fatta.”
“Non è semplice trascorrere ventidue anni sulla croce, ma credo in Dio, lo amo intensamente e lo ringrazio per avermi donato la vita perché ogni giorno che mi regala è un’occasione in più che ho per amarlo e servirlo”.
Daniela Zanetta è nata a Maggiora, un paese vicino a Borgomanero. Fin dalla nascita ha sofferto di una malattia invalidante che l’ha fatta soffrire. Però lei non si è mai fatta abbattere dalle situazioni. Anche se delle volte ha pensato di sentirsi una frana, con lei c’è sempre stato un amico fedele: Gesù. Un compagno di viaggio molto importante che non l’ha mai abbandonata.
Quando pensiamo di non farcela, vogliamo lasciare tutto, ricordiamoci che ha donato la vita per noi, e che ci ha amato talmente tanto da finire sulla croce. E ancora oggi porta tutte le nostre “croci”, e tutte le nostre sofferenze. Anche questo brutto periodo ci ha fatto soffrire, sembrava andare tutto male, ma dobbiamo fare del nostro meglio per dare un calcio alla IM di IMPOSSIBILE così da far si che possano diventare POSSIBILI.

RIFLESSIONE

Butta il cuore oltre l’ostacolo

Vi lascio questo link di YouTube per guardare questo breve video, un semplice rappresentazione di come non farsi abbattere dalle situazioni ma cercare di vedere le cose da un altro punto di vista e superarle.

Piper Disney Pixar – Cortometraggio

Sabato 9 gennaio

 DAL VANGELO SECONDO MATTEO 5,17-20

Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

RIFLESSIONE

IL LUPETTO VIVE CON GIOIA E LEALTÁ INSIEME AL BRANCO

Gesù ci dice che la sua missione sulla terra non è quella di cancellare le leggi umane, ma far sì che esse vengano usate sempre. Però, oltre alla legge umana c’è una legge ancora più importante, la legge di Dio. Non è un’imposizione che lui ci fa, ma ci dice di vivere secondo una legge morale. Infatti le tavole della legge che ci ha consegnato potremmo chiamarle come fanno gli ebrei, i 10 consigli, invece che “legge” che sembra più pesante come nome.

Gesù inoltre ci ha insegnato anche un suo nuovo comandamento, amatevi gli uni gli altri. Che cosa impegnativa vero? Un consiglio che Lui ci dà per vivere meglio, anche se a volte ci costa molto essere sempre bravi con tutti, è non arrabbiarci quando qualcuno ci fa un torto o ci dice qualcosa di brutto. Ci dobbiamo ricordare sempre che anche Lui, lì sulla croce, ha perdonato quelle persone che non gli hanno voluto bene e che lo hanno condannato a morte. Cercate sempre di avere una zampetta avanti per il vostro fratellino o sorellina quando è in difficoltà; anche con una semplice parola di aiuto è possibile cambiare la sua giornata.

Su questa zampetta scrivete le vostre buone azioni che avete fatto in questi giorni invece nella parte centrale scrivete come vi siete sentiti dopo aver fatto queste buone azioni.

Sabato 12 dicembre

“C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.

Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: “Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”. Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte ì sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro”.

RIFLESSIONE

Questa settimana come i pastori durante tutta la notte vegliavano facendo guardi al loro gregge anche tu devi cercare di impegnarti a

Sabato 5 dicembre

Santa Madre Teresa di Calcutta

Madre Teresa di Calcutta è nata nel 1910 nella cittadina macedone di Skopje. Molto giovane decide di diventare suora e venne inviata in India.
Dopo alcuni anni di insegnamento alla Saint Mary High School di Calcutta, decide di abbandonare l’insegnamento per dedicarsi ad aiutare i più poveri che vivono per strada e fonda la Congregazione delle Missionarie della Carità (sari bianco con bordo bianco). La sua abitazione è una baracca sterrata e lì porta quelli che non sono accolti negli ospedali.


Molti progetti della Madre si vanno realizzando ma manca forse quello più ambizioso: salvare i lebbrosi. Madre Teresa costruirà anche una città dove abitano 400 famiglie di lebbrosi e che la chiamerà “Città della Pace”. Ormai il nome di Madre Teresa varca i confini dell’India e cosi la congregazione viene aperta in molti paesi del mondo.  Nel 1979 riceve il Premio Nobel per la pace. Dopo aver speso la sua vita per i “poveri più poveri”, Madre Teresa muore a Calcutta il 5 settembre 1997.

RIFLESSIONE

Come madre teresa ha sempre dedicato la vita agli ultimi e ad aiutare il prossimo dobbiamo sempre ricordarci di compiere la buona azione quotidiana. 

Per l’attività scrivete su un bel foglio colorato un biglietto di auguri per un bambino meno fortunato che magari non riceverà tanti regali per Natale, però un biglietto con i tuoi auguri potrebbe farlo felice!

Sabato 28 novembre

Santa Chiara d’Assisi

Una ragazza di nome Chiara, nata ad Assisi, molto bella e ricca, un giorno entrò in chiesa per pregare. Stava parlando ai fedeli un suo amico e coetaneo: Francesco. Parlava dell’amore di Dio e Chiara fu così tanto colpita dalle sue parole che decise di
seguirlo.
La giovane capì che la scelta le avrebbe cambiato completamente la vita perché
avrebbe dovuto rinunciare a tutto, ma era decisa a seguire Dio.
Così una notte fuggì di casa, andò in chiesa, si mise in ginocchio davanti all’altare e
Francesco le tagliò i biondi capelli e la vestì con una tonaca semplice e con una corda in vita.
In quel momento Chiara si accorse che quella era la vera felicità, e non la ricchezza
nella quale aveva sempre vissuto.
Da quel giorno, insieme ad altre ragazze, scelse di seguire San Francesco e le sue
regole di vita. Nacque così l’ordine delle “Monache Clarisse” nella chiesa di San
Damiano. Qui visse tutta la vita in preghiera e povertà, fino alla morte dopo anni di malattia. Vi fu sepolto il suo corpo dove ancora si trova.

Vangelo di Mattero (4,18-22) – I primi quattro discepoli

Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

RIFLESSIONE

Come avete letto Santa Chiara si fida di San Francesco e decide di seguirlo, abbandonando tutto!
Adesso chiediamo a voi di fidarvi dell’altro!
Disegnate su un foglio una piccola  cosa che avete paura di fare (esempio parlare davanti a tutti)  e durante questa settimana provate  con l’aiuto di un amico/a genitore o fratello e sorella a provare a superare questa paura fidandovi di loro!

Sabato 14 novembre

San Giovanni Bosco

San Giovanni bosco nacque da una famiglia di contadini piemontesi.

Fin da piccolo dimostrò di essere molto intelligente, ma nonostante ciò il suo fratellastro era contrario a fargli proseguire gli studi perchè, dopo la morte del padre, la famiglia aveva sempre più bisogno di aiuto e sostegno, dovevano collaborare per affrontare le difficoltà di tutti i giorni.

A nove anni, Giovanni fece un sogno: si trovava in mezzo a dei ragazzi che urlavano e litigavano l’uno contro l’altro. Quando sentì alcuni di loro bestemmiare, decise di intromettersi con violenza, cercando di separarli con pugni e calci. Ad un certo punto comparve davanti a lui un uomo con un volto molto luminoso, Gesù,che gli disse: “ Non con le percosse, ma con la calma e la bontà dovrai guadagnarti questi tuoi amici. Mettiti dunque immediatamente a fare loro un’istruzione sulla bruttezza dei peccati e sulla preziosità della virtù.”

Dopo queste parole, Giovanni era molto confuso, come poteva esser capace di educare quei bambini? A quel punto l’uomo luminoso gli indico la Vergine Maria, era lei la donna che gli avrebbe insegnato l’obbedienza. Prima di andarsene; Maria si rivolse a Giovanni, gli indicò il gruppo di bambini e disse:” Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte e robusto”.

Fu così che Giovanni, dopo tanti anni, ormai da adulto, comprese il significato del sogno e decise di dedicare il resto della sua vita all’educazione della gioventù, arrivando a creare le prime comunità giovanili, gli oratori.

RIFLESSIONE

Conoscevi Don Bosco? Sapevi che il primo oratorio è stato creato proprio da lui?

Come ha fatto Don Bosco, anche noi dobbiamo essere pronti ad allungare una zampa ai nostri fratellini in difficoltà.

Per questo motivo, vi chiediamo di prendervi un semplice impegno per questa settimana e di scriverlo su un foglietto, in modo tale da non dimenticarlo!

Pensate a cosa potreste fare per aiutare i vostri amici a scuola, la vostra famiglia.

La vostra buona azione potrà essere d’esempio per i più piccoli, ma anche per i più grandi!

Sabato 7 novembre

San Francesco d’Assisi

La storia narra di un giovane vissuto in un’epoca molto lontana, popolata da principi e valorosi cavalieri, che, sui loro magici destrieri, sfidavano il destino armati di spade che fendevano il vento. Il giovane si chiamava Francesco ed era figlio di un ricchissimo commerciante di Assisi. Come tutti i ragazzi della sua età amava frequentare feste e stare in compagnia. Ben presto, però, si accorse che tutte queste cose non lo rendevano felice.

In una notte misteriosa, proprio quella che precedeva la sua partenza per le crociate, udì in sogno una voce che lo invitava ad abbandonare le attività inutili per seguire la Verità, il Bene, la Giusta Via. Ma quale fosse la giusta via non era chiaro…. Francesco ricevette la risposta in sogno: avrebbe dovuto ricostruire la Chiesa di Cristo ormai in rovina. Fu così che decise di spogliarsi di tutti i suoi averi, restituendo al padre i suoi abiti e scegliendo così la Povertà.

Francesco iniziò una nuova vita, un lungo cammino di privazioni e di aiuto verso i più deboli e i diseredati. Vestito solo di stracci e sofferente per la fame, viaggiava predicando la bellezza del creato e la grandezza di Dio. Le sue parole raccontavano l’amore profondo per tutte le cose, uomini, animali e piante. Questo uomo prodigioso che parlava agli uccelli era in grado di rendere mansueto un lupo perché credeva fermamente nella forza della fede e nella vittoria del Bene sul Male.

RIFLESSIONE

Conoscevi San Francesco? Sai che è il patrono di tutti i lupetti?

Per questo motivo ogni volta che concludiamo una preghiera recitiamo insieme “San Francesco, prega per noi!!”

Ora, come tanti anni fa ha fatto lui, prova a pensare ad un oggetto che possiedi, magari che ti piace, ma che in fin dei conti non è poi così tanto essenziale… Ecco, ora che lo hai trovato, corri a prenderlo e prova a lasciarlo da parte, a non usarlo per tutta la giornata di oggi, in questo modo potrai concentrarti e provare a dedicare il tuo tempo a chi ti sta intorno!

Con i tuoi fratellini abbiamo condiviso l’oggetto che abbiamo scelto, se ti va inviaci pure una foto!!

Prima di concludere questo bel momento, prenditi due minuti solo per te e leggi la preghiera di San Francesco che trovi qui sotto e che recitano tutti i lupetti.

O santo Francesco buono,
ascolta la preghiera dei tuoi Lupetti e delle tue Coccinelle.
Tu, la cui parola d’amore ascoltavano gli uccelli, i pesci e il lupo feroce,
fa che scenda nel nostro cuore la soave bontà del Signore,
fa che possiamo sempre amare e servire gli amici ed i nemici come tu ci hai insegnato,
fa che la nostra anima sia sempre candida,
perché i nostri canti e le nostre gioie giungano fino a te
e tu possa così offrire i nostri cuori a Gesù.

Amen.

Oggi abbiamo scoperto San Francesco, la prossima quale santo incontreremo?
Come vedi, la strada da percorrere è ancora lunga!!