L’angolo della preghiera

In questa pagina troverai tutte le preghiere e le riflessioni che faremo ogni settimana

Sabato 29 maggio

IL SACRIFICIO DI ISACCO

Qualche tempo dopo la nascita del figlio Isacco, Dio mise alla prova Abramo. Lo chiamò: ”Abramo!”  Egli rispose: “Eccomi!”

2Dio gli disse: “Prendi il tuo figlio Isacco, il tuo unico figlio, che tu ami molto, e va’ nel territorio di Moria. Là, su un monte che io ti indicherò, lo offrirai a me in sacrificio”.

3La mattina seguente di buon’ora Abramo spaccò la legna per il sacrificio e la caricò sull’asino. Prese con sé Isacco e due servi, e si avviarono verso il posto che Dio aveva indicato. 4Il terzo giorno, Abramo, alzati gli occhi, vide il luogo lontano. 5Dal cielo l’angelo del Signore chiamò Abramo per la seconda volta 5Allora disse ai suoi servitori: “Rimanete qui con l’asino. Io e il ragazzo andremo là per adorare Dio. Poi torneremo”.

6Abramo prese la legna per il sacrificio e la pose sulle spalle di suo figlio Isacco; egli stesso portava il coltello e carboni ardenti per accendere il fuoco. 

Mentre camminavano insieme l’uno accanto all’altro 7Isacco disse: “Padre!!”

“Sì, figlio mio” – gli rispose Abramo. E Isacco: “Abbiamo il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per il sacrificio?”

8Abramo rispose: “Ci penserà Dio stesso, figlio mio!”

E i due proseguirono insieme il loro cammino. 9Quando giunsero al luogo che Dio aveva indicato, Abramo costruì un altare e preparò la legna, poi legò Isacco e lo pose sull’altare sopra la legna. 10Quindi allungò la mano e afferrò il coltello per sgozzare suo figlio. 11Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo:”Abramo!”

“Eccomi!”, gli rispose Abramo.

1E l’angelo: “Non colpire il ragazzo. Non fargli alcun male! Ora ho la prova che tu Obbedisci a Dio, perché non gli hai rifiutato il tuo unico figlio”.13Abramo alzò gli occhi, guardò attorno e vide dietro di lui un montone impigliato per le corna in un cespuglio. Andò a prenderlo e lo offrì in sacrificio al posto di suo figlio.


RIFLESSIONE

Fratellini e sorelline, come avete letto, Dio ha chiesto ad Abramo di rinunciare a ciò a cui più teneva al mondo: suo figlio Isacco. Abramo, nonostante l’idea di sacrificare il figlio, lo facesse soffrire molto, prese con sé due servi e caricò sul suo asino la legna per recarsi nel luogo che Dio gli aveva indicato.

Ora, proviamo anche noi ad aprire il nostro cuore a Dio e pensiamo ad un oggetto per noi prezioso, ma che per questa settimana possiamo scegliere di lasciare da parte e donare ad un nostro fratellino o sorellina. 

Qui sotto, potrete scaricare l’immagine di un piccolo montone, vi chiediamo di scrivere al suo interno l’oggetto al quale avete scelto di rinunciare per questa settimana e successivamente incollatelo nel vostro quaderno di caccia.

SCARICA QUI L’IMMAGINE DEL MONTONE

Sabato 22 maggio

DIO PROMETTE UN FIGLIO AD ABRAMO

ED ALLA MOGLIE SARA

Dio aggiunse ad Abramo: «Quanto a Sarài tua moglie, non la chiamerai più Sarài, ma Sara. 16Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni, e re di popoli nasceranno da lei». 17Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: «A uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all’età di novant’anni potrà partorire?». 18Abramo disse a Dio: «Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!». 19E Dio disse: «No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza dopo di lui. 

RIFLESSIONE

Fratellini e sorelline, come avete letto, Dio ha annunciato ad Abramo ed a sua moglie Sara una bellissima notizia: diventeranno genitori, nonostante la loro età. Dio ha mantenuto la sua Promessa, quella di dare una discendenza ad Abramo. Sara ha atteso con molto amore l’arrivo di questo figlio, molto importante per lei ed ora Isacco sarà il figlio che continuerà a mantenere viva la grande amicizia con Dio.

Per lei, Isacco sarà come un bene prezioso, lo proteggerà e lo accudirà proprio come fanno le nostre mamme: i nostri angeli custodi che ci sostengono, ci amano e ci proteggono sotto le loro ali.

Ora, mentre pensate a quanto bene volete alla vostra mamma, stampate l’angioletto che trovate qui sotto e successivamente seguite le istruzioni contenute nel file “tutorial” allegato: riuscirete a realizzare anche voi un fantastico Angelo custode da poter condividere con la vostra famiglia affinché vi protegga ogni giorno.

TUTORIAL ANGIOLETTO

ANGIOLETTO DA STAMPARE

Sabato 15 maggio

ABRAM DIVENTA ABRAMO

Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse:

«Io sono Dio onnipotente: cammina davanti a me e sii integro.

2 Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò molto, molto numeroso». 3

 Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui:

4 «Eccomi: la mia alleanza è con te e sarai padre di una moltitudine di popoli.

5 Non ti chiamerai più Abram ma ti chiamerai Abramo

perché padre di una moltitudine di popoli ti renderò. 6

In quei giorni egli se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.

RIFLESSIONE

Fratellini e Sorelline, come avete  ascoltato nella Bibbia, Dio appare ad Abram e gli dice che sarà padre di molti popoli, inoltre decide anche che da ora il suo nome è Abramo. Dio ha affidato ad Abramo la discendenza di tutti gli uomini, lo ha chiamato per portare la Sua parola a tutte le nazioni. Anche Gesù nel Vangelo che avete ascoltato chiama dodici discepoli. Gli chiama per nome, e dà loro il compito di annunciare il Vangelo a tutti i popoli.

Anche noi, siamo stati  chiamati per nome da Dio. Ognuno di noi è stato accudito fin dalla nostra nascita nelle mani di Dio. Ci protegge sempre, ci rassicura, e lui sa che anche noi con le nostre parole possiamo essere dei messaggeri della Sua parola d’Amore proprio come Abramo e i dodici apostoli.

L’importanza del nome

Fratellini e sorelline per mostrare l’importanza del nostro nome vi chiediamo di  prendere un bel foglio bianco o un cartoncino colorato, e con dei pennarelli o dei pastelli scrivete  il vostro nome in un bel carattere usando tutta la vostra fantasia e la vostra creatività; una volta scritto e colorato il vostro nome vi chiediamo di  trovare delle vostre caratteristiche personali  che iniziano con una delle lettere del vostro nome. 

Almeno 2 o 3 caratteristiche

Esempio : AKELA

  • Amorevole
  • K
  • Estroverso
  • Leale
  • A               

Sabato 8 maggio

IL VIAGGIO DI ABRAMO

4 Abramo partì, come il Signore gli aveva detto, e Lot andò con lui. Abramo aveva settantacinque anni quando partì da Caran. 5 Abramo prese Sarai sua moglie e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che possedevano e le persone che avevano acquistate in Caran, e partirono verso il paese di Canaan.
6 Giunsero così nella terra di Canaan, e Abramo attraversò il paese fino alla località di Sichem, fino alla quercia di More. In quel tempo i Cananei erano nel paese. 7 Il Signore apparve ad Abramo e disse: «Io darò questo paese alla tua discendenza». Lì Abramo costruì un altare al Signore che gli era apparso. 8 Di là si spostò verso la montagna a oriente di Betel, e piantò le sue tende, avendo Betel ad Occidente e Ai ad oriente; lì costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore. 9 Poi Abramo partì, proseguendo da un accampamento all’altro, verso la regione meridionale.

Dal Vangelo secondo Giovanni14, 1-6

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

RIFLESSIONE

Fratellini e sorelline come avete ascoltato nella Bibbia, Abramo ha deciso di lasciare tutto e partire insieme alla moglie e Lot per l’Egitto per mantenere la promessa fatta a Dio. Nel vangelo di Giovanni, invece, abbiamo ascoltato come Gesù chiese ai suoi discepoli di avere fede in lui ed in Dio, affinché possano trovare la strada.

Anche voi, fratellini e sorelline, avete recitato la Promessa davanti al branco ed ai vecchi lupi. Da quel giorno, dunque, avete scelto di impegnarvi a fare del vostro meglio per migliorare voi stessi, per aiutare gli altri e per rispettare le leggi del branco.

Il momento in cui avete recitato la promessa, però, non deve essere dimenticato, l’impegno deve essere costante e mantenuto nel quotidiano, per questo ora vi chiediamo di riflettere sulla promessa data e di continuare a fare del vostro meglio!

Stampate il lupetto che trovate in allegato, coloratelo come più vi piace e scriveteci sopra una parte di  Promessa che fate più fatica a rispettare e per cui volete impegnarvi e fare del vostro meglio.

Conservate il vostro lupetto nel quaderno di caccia così che possiate ricordarvi l’impegno preso.

PROMETTO DI FARE DEL MIO MEGLIO

Sabato 24 aprile

ABRAM SI AFFIDA A DIO

Il Signore disse ad Abram:

«Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra».

Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. Abram dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Canaan. Arrivarono al paese di Canaan.

IL PRINCIPE ED IL MARE

C’era una volta un principe che abitava vicino ad un mare meraviglioso, sempre calmo e tranquillo. Nel suo castello aveva tutto ciò che amava.

Il principe era felice e aveva un grande sogno: voleva conoscere tutto il mondo e scoprirne tutte le bellezze.

Una mattina si affacciò alla finestra e si accorse che il mare aveva perso la sua quiete, era burrascoso e arrivava alla riva con onde altissime che avevano praticamente sommerso il suo giardino. Così uscì per capire cosa stesse succedendo e si accorse che il vento era arrivato nel suo mondo…

Il principe non capiva perché stava accadendo tutto ciò e decise di chiedere direttamente al vento: “Perché sei venuto a sconvolgere la mia vita?” Il vento rispose…. “Mi ha mandato Dio dicendomi che avevi bisogno di me, allora sono venuto, ma non so il perché…”

Il principe ritornò nel suo castello e mentre era affacciato alla finestra vide delle grandi foglie trasportate dal vento e gli venne un’idea! 

Costruì una grande barca con una vela ancora più grande, ci mise dentro tutte le cose che amava ed immediatamente il vento cominciò a riempire la sua vela! La barca cominciò a muoversi e da allora  non si fermò più!

Il principe navigò per il mondo intero e realizzò i suoi sogni sempre insieme al vento che non smise mai più di riempire la sua vela.

RIFLESSIONE

Fratellini e sorelline,  come avete letto, Abram non conosceva Dio, ma Dio conosceva Abram fin prima che lui nascesse.  Dio apparve improvvisamente e chiese ad Abram di prendere una scelta molto difficile: di recuperare tutto ciò che possedeva e partire verso il luogo che gli avrebbe indicato, in una nuova terra promessa.

Abram non esitò neanche un secondo, si fidò perché comprese di parlare con Dio, in lui poteva riporre la sua fiducia e perciò, nonostante fosse molto anziano, decise di partire.

Allo stesso modo, anche il principe si è fidato di Dio che ha scelto di mandare nel suo castello il vento, affinché lo aiutasse a realizzare il suo sogno. Fu proprio grazie a Dio ed al vento che il Principe abbandonò il castello e tutto ciò che amava per navigare nel mare aperto e fidarsi di ciò che Dio gli aveva suggerito.

Ora tocca a noi, fratellini e sorelline, scegliere di affidarci a Dio e costruire la nostra barchetta affinché ci possa guidare a realizzare i nostri sogni. Seguite le istruzioni che trovate qui sotto per realizzare la vostra barchetta e poi sulla vela scrivete il nome di una persona di cui vi fidate.

APRI QUI PER LE ISTRUZIONI

Sabato 17 aprile

Apriamo il nostro cuore a Gesù

Lc 24, 35-48

In quel tempo, i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus, narravano ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

RIFLESSIONE

Fratellini e sorelline, il Vangelo di Luca racconta di quanto i discepoli fossero spaventati e sconvolti nel rivedere Gesù tra di loro, ma nonostante ciò lo accolsero e gli offrirono del pesce. Alcune volte, capita anche a noi di essere spaventati, di non sapere come comportarci oppure di commettere qualche sbaglio…. Questo non ci deve preoccupare, Gesù è sempre accanto a noi, ci protegge e ci perdona.

Ora, trovate un posticino tranquillo e prendetevi 2 minuti per leggere la breve preghiera che trovate nel file qui sotto e successivamente disegnate sul vostro quaderno di caccia un bel cuore e scriveteci all’interno una frase oppure una parola della preghiera che vi ha colpito e che volete impegnarvi a rispettare.

SCARICA QUI LA PREGHIERA

Sabato 27 marzo

DAL VANGELO SECONDO MARCO 11,1-10

Ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme
1 Quando furono giunti vicino a Gerusalemme, a Betfage e Betania, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli, 2 dicendo loro: «Andate nel villaggio che è di fronte a voi; appena entrati, troverete legato un puledro d’asino, sopra il quale non è montato ancora nessuno; scioglietelo e conducetelo qui da me. 3 Se qualcuno vi dice: “Perché fate questo?” rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, e lo rimanderà subito qua”».
4 Essi andarono e trovarono un puledro legato a una porta, fuori, sulla strada, e lo sciolsero. 5 Alcuni tra quelli che erano lì presenti dissero loro: «Che fate? Perché sciogliete il puledro?» 6 Essi risposero come Gesù aveva detto. E quelli li lasciarono fare. 7 Essi condussero il puledro a Gesù, gettarono su quello i loro mantelli ed egli vi montò sopra. 8 Molti stendevano sulla via i loro mantelli; e altri, delle fronde che avevano tagliate nei campi. 9 Coloro che andavano avanti e coloro che venivano dietro gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore10 Benedetto il regno che viene, il regno di Davide, nostro padre! Osanna nei luoghi altissimi!»

RIFLESSIONE

Fratellini e sorelline come avete letto nel vangelo Gesù entrò a Gerusalemme e fu accolto da una folla persone che lo attendeva. Molti misero il loro mantello per terra, altri decisero di portare dei rami di foglie che avevano tagliato nei campi per accoglierlo.

Quello che vi chiediamo questa settimana è di stampare la palma che trovate in allegato e di colorarla come preferite per renderla più bella!  

SCARICA QUI LA TUA PALMA

Quando la vostra palma sarà colorata scriveteci sopra il nome di una persona a cui volete dedicare la vostra preghiera questa settimana. Una persona che sentite vicino e che volete accogliere come ha fatto la folla per Gesù a Gerusalemme.

Durante la settimana dedicate due minuti per recitare un Angelo custode per il vostro amico/amica.

Sabato 6 marzo

Carlo Acutis

Al branco Dhâk 

Don Giovanni Minzoni, 13

Arona 1

Carlo Acutis

via dei Beati

Paradiso

Ciao a tutti!

Mi presento: sono Carlo Acutis e sono un ragazzo di origini torinesi. 

Non sono nato qui in Italia: infatti sono nato a Londra il 3 maggio 1991, perché i miei genitori sono nati lì. Sono cresciuto però a Milano, dove ho frequentato la scuola dalle Suore Marcelline e dai Padri Gesuiti.

Ora però non posso parlare con voi direttamente perché non sono con voi: io sono in cielo con Gesù.

Se dovessi dirvi il mio oggetto preferito, vi dico che è la Croce, quella Croce che Gesù si è portato lungo il Calvario; quella Croce che mi sono portato anche io, senza saperlo.  Una malattia fulminante infatti mi ha riportato alla Casa del Padre.

Come a voi, anche a me piaceva tanto usare il computer, mi piaceva tanto scrivere, navigare su Internet, giocavo e avevo anche un profilo Facebook: infatti sono riconosciuto come il primo Beato con un profilo social. 

Mi hanno anche nominato come protettore della rete Internet. Di questo sono molto felice perché è molto importante, soprattutto in questo periodo in cui so che voi passate  molto tempo davanti a un computer a causa di questa pandemia.

Però non dovete essere tristi, presto tornerete a vedere quei bellissimi sorrisi che tutti avete dietro le mascherine! 

A Scafati la prima statua di Carlo Acutis, il ragazzo di 15 anni proclamato  Beato

Sabato 27 febbraio

Lc 10,25-37Il buon Samaritano

25Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». 26Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». 27Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». 28Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».

29Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». 30Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. 32Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. 34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. 35Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. 36Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». 37Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

RIFLESSIONE

Fratellini e sorelline  come avete letto nel vangelo  il buon samaritano che passava sulla strada presto attenzione a ciò che gli circondava e ebbe compassione dell’uomo ferito sulla strada. 

Questa settimana anche noi vogliamo conoscere un personaggio nuovo che è venuto a trovarci nella giungla, non sappiamo nulla su di lui,quindi vi chiediamo di provare a pensare a delle domande da fare per conoscere il nostro personaggio e scoprire perché è venuto a trovarci nella giungla .  cosa ti piacerebbe conoscere  del personaggio?

Scrivete le vostre domande al collegamento qui sotto e inviale ai vecchi lupi!

INVIA LE TUE DOMANDE

Più domande scriverete più aspetti della vita del personaggio possiamo scoprire!!!

Settimana prossima faremo tutte le domande al personaggio e scopriremo insieme chi è e la sua storia!

Sabato 20 febbraio

Cari fratellini e sorelline, esploratori e guide, rover e scolte, come ben sapete, il 22 Febbraio è il mio compleanno, ma anche quello di mia moglie Olivia.

Sono passati ormai 114 anni da quando ho fondato lo scautismo e devo ammettere che voi ragazzi non smettete mai di stupirmi… In tutto questo tempo avete conservato il vostro entusiasmo, il vostro desiderio di lasciare il mondo un può migliore di come lo avete trovato.

A dimostrazione di tutto ciò, quest’anno lo Scautismo ed il Guidismo sono candidati al Premio Nobel per la Pace 2021, io ed Olivia non avremmo potuto desiderare regalo di compleanno migliore!

Questo importante traguardo, però, deve rappresentare solamente il trampolino di lancio per tanti altri sogni e progetti e come recita la Promessa dobbiamo fare del nostro meglio, per compiere il nostro dovere verso Dio e verso il nostro Paese e per aiutare gli altri in ogni circostanza.

In questi ultimi mesi, siete stati chiamati a reinventare il modo di giocare, di vivere l’avventura e di servire il prossimo. Avete dimostrato di esserne perfettamente in grado ed io, come tutti i vostri Capi che vi stanno accompagnando in questo percorso, non possiamo che esserne entusiasti.

Per festeggiare insieme il nostro compleanno, io ed Olivia, vi chiediamo di prendervi cinque minuti di tempo, trovare un posticino tranquillo e leggere questa bellissima preghiera scritta da Papa Francesco

Signore Dio di pace, ascolta la nostra supplica!

Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Ma i nostri sforzi sono stati vani. Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; “con la guerra tutto è distrutto!”. Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. Signore, Dio di Abramo e dei Profeti, Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacità di guardare con benevolenza tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino. Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono. Tieni accesa in noi la fiamma della speranza per compiere con paziente perseveranza scelte di dialogo e di riconciliazione, perché vinca finalmente la pace. E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perché la parola che ci fa incontrare sia sempre “fratello”, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam! Amen.

RIFLESSIONE

Ora, pensando ai sette colori della bandiera della pace, provate a recuperare un oggetto per ciascun colore ed a costruire e reinventare la vostra bandiera della Pace.

Ciascuno di noi, anche con piccoli e semplici gesti, può fare la differenza ed ora è arrivato il momento di agire e di essere tutti insieme costruttori di Pace.

Sabato 13 febbraio

“ASCOLTATE E VIVRETE!” (Is. 55,3)

1 O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete denaro, venite, comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte. 2Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. 3Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide. 4Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli, principe e sovrano sulle nazioni. 5Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi; accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano a causa del Signore, tuo Dio, del Santo d’Israele, che ti onora.

RIFLESSIONE

Come ha scritto il profeta Isaia, Dio ha un progetto per ognuno di noi e ci invita ad ascoltarlo affinché possiamo “gustare cibi succulenti”. Questo cibo succulento per ciascuno di noi è differente, ma per poterlo gustare, dobbiamo ascoltare il Signore, la nostra fedeltà ed il nostro amore nei suoi confronti lo manifestiamo soprattutto con l’ascolto.

Per questo motivo, fratellini e sorelline, tendiamo anche noi l’orecchio vero Dio, stiamo attenti ed ascoltiamo cosa ci vuole insegnare!

Provate ora a pensare  ed a scrivere su un foglietto un momento in cui, vi siete trovati in difficoltà… non sapevate cosa fare, vi siete fermati un attimo a pensare ed avete ascoltato il vostro cuore… Dio vi ha aiutato in quella scelta!

Sabato 6 febbraio

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 4, 18-22

Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori.

E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettava le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.

Prometto con l’aiuto e l’esempio di Gesù,

di fare del mio meglio per migliorare me stesso,

per aiutare gli altri,

per osservare la legge del branco.

RIFLESSIONE

Come i primi quattro discepoli che sono stati chiamati da Gesù sulle rive del mare, anche noi con la nostra promessa ci impegniamo ad essere dei bravi lupetti che danno il buon esempio ai fratellini e alle sorelline, dimostrando di fare del loro meglio per mettere in atto la promessa che portano già nel cuore.

In questo link trovi una jam board dove trovi le istruzioni di quello che devi fare… cos’è per te la promessa?

JAM-BOARD

Sabato 30 gennaio

“Amerai il prossimo tuo come te stesso”

34Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme 35e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: 36«Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». 37Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 38Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. 39E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. 40Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

RIFLESSIONE

Cari lupi!

Come avete letto nel vangelo i primi due comandamenti della legge fanno riferimento all’amore che noi diamo al Signore ma anche all’amore che noi dobbiamo trasmettere agli altri come facciamo con noi stessi!

Non vi ricorda una delle nostre leggi?

“Il lupetto pensa agli altri come a sé stesso“.

Cosa significa?

Con i nostri fratellini e le nostre sorelline dobbiamo comportarci come vogliamo che gli altri si comportino con noi. Quindi dobbiamo giocare con loro, aiutarli quando hanno bisogno, chieder loro come stanno e collaborare!

Solo così possiamo vivere in armonia con tutto il branco!

A volte però non è sempre facile osservare questa legge e soprattutto non riusciamo a metterla in pratica con tutti!

Però dobbiamo impegnarci in armonia con tutti superando anche i litigi e le incomprensioni che possono nascere con gli altri!

Quello che vi chiediamo per questa settimana è di riavvicinarvi ad un amico o compagno di classe con cui avete avuto un litigio o vi siete allontanati e di provare a chiedergli come sta, a scambiarci due chiacchere!

Sabato 16 gennaio

Serva di Dio Daniela Zanetta

“A volte sono sicura di farcela, due minuti dopo mi sento una frana; ciò che mi spaventa è la paura di chiudermi in me stessa, di diventare pigra, prego Gesù con tutte le mie forze perché mi indichi la strada giusta, non voglio certo diventare un relitto, anzi devo lottare con tutte forze per condurre una vita normale e indipendente”.
“In questo periodo travagliato ho avuto modo di capire quanto sia esile il filo che mi tiene legata alla vita, ho sperimentato il mio nulla, il mio essere niente anche nelle azioni più semplici e banali, come il mangiare, il riposare: anche in queste facili cose dipendo da Dio, ho bisogno del Suo aiuto per realizzarle. Sono sempre più appesa a un filo che si assottiglia; io ce la metto tutta, cerco di vivere bene la “croce” e di offrirla con gioia, non sempre ci riesco ma faccio del mio meglio”.
“Tu sai quanto vorrei fuggire il dolore ed allontanare quel calice tanto amaro, eppure è lì che Ti scopro più vero, è lì che Ti sento più vicino, è lì che sorge quell’amore puro e così grande da redimere l’umanità. Tu vedi il mio nulla, costati la debolezza di questo povero corpo, ma, ecco, mi rivolgo a Te perché non la mia ma la Tua volontà sia fatta.”
“Non è semplice trascorrere ventidue anni sulla croce, ma credo in Dio, lo amo intensamente e lo ringrazio per avermi donato la vita perché ogni giorno che mi regala è un’occasione in più che ho per amarlo e servirlo”.
Daniela Zanetta è nata a Maggiora, un paese vicino a Borgomanero. Fin dalla nascita ha sofferto di una malattia invalidante che l’ha fatta soffrire. Però lei non si è mai fatta abbattere dalle situazioni. Anche se delle volte ha pensato di sentirsi una frana, con lei c’è sempre stato un amico fedele: Gesù. Un compagno di viaggio molto importante che non l’ha mai abbandonata.
Quando pensiamo di non farcela, vogliamo lasciare tutto, ricordiamoci che ha donato la vita per noi, e che ci ha amato talmente tanto da finire sulla croce. E ancora oggi porta tutte le nostre “croci”, e tutte le nostre sofferenze. Anche questo brutto periodo ci ha fatto soffrire, sembrava andare tutto male, ma dobbiamo fare del nostro meglio per dare un calcio alla IM di IMPOSSIBILE così da far si che possano diventare POSSIBILI.

RIFLESSIONE

Butta il cuore oltre l’ostacolo

Vi lasciamo questo link di YouTube per guardare questo breve video, una semplice rappresentazione di come non abbattersi davanti alle situazioni difficili, ma cercare di vedere le difficoltà da un altro punto di vista e superarle insieme al branco ed ai vostri Vecchi Lupi.

Piper Disney Pixar – Cortometraggio

Sabato 9 gennaio

 DAL VANGELO SECONDO MATTEO 5,17-20

Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

RIFLESSIONE

IL LUPETTO VIVE CON GIOIA E LEALTÁ INSIEME AL BRANCO

Gesù ci dice che la sua missione sulla terra non è quella di cancellare le leggi umane, ma  far si che vengano usate sempre. 

Oltre alla legge umana c’è una legge ancora più importante, la legge di Dio che non è un’imposizione ma un insieme costituito da 10 consigli.

Gesù ci ha  anche insegnato un nuovo comandamento, amatevi gli uni gli altri, che cosa impegnativa vero?  A volte sembra molto difficile non arrabbiarci quando qualcuno ci fa qualcosa di male o ci dice qualcosa di brutto, ma dobbiamo ricordarci sempre di Gesù che sulla croce ha perdonato quelle persone che non gli hanno voluto bene e che lo hanno condannato a morte. Cercate sempre di porgere una zampa verso un vostro fratellino o sorellina in difficoltà, anche una semplice parola di aiuto può cambiare la sua giornata!

Anche se non riusciamo ad essere vicini ed aiutarci l’un l’altro, provate a scrivere su questa zampetta un buona aziona azione che avete compiuto in questi giorni a casa o a scuola.

SCARICA QUI LA TUA ZAMPETTA

Sabato 12 dicembre

 DAL VANGELO SECONDO LUCA 2, 8-16

8C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». 13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: 14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».15Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia.

RIFLESSIONE

Come racconta Luca, i pastori tutte le notti vegliavano sul loro gregge per tenerlo al sicuro e quando comparve l’Angelo non esitarono a raggiungere la mangiatoia per accogliere Gesù.

Ora tocca a voi fratellini e sorelline, provate ad immedesimarvi nei pastori e dopo aver stampato questa pecorella scrivete sulla sua lana il nome di un amico, di un famigliare o di un fratellino del branco che volete impegnarvi a proteggere.

SCARICA QUI LA TUA PECORA DA PROTEGGERE

Sabato 5 dicembre

Santa Madre Teresa di Calcutta

Madre Teresa di Calcutta è nata nel 1910 nella cittadina macedone di Skopje. Molto giovane decide di diventare suora e venne inviata in India.
Dopo alcuni anni di insegnamento alla Saint Mary High School di Calcutta, decide di abbandonare l’insegnamento per dedicarsi ad aiutare i più poveri che vivono per strada e fonda la Congregazione delle Missionarie della Carità (sari bianco con bordo bianco). La sua abitazione è una baracca sterrata e lì porta quelli che non sono accolti negli ospedali.


Molti progetti della Madre si vanno realizzando ma manca forse quello più ambizioso: salvare i lebbrosi. Madre Teresa costruirà anche una città dove abitano 400 famiglie di lebbrosi e che la chiamerà “Città della Pace”. Ormai il nome di Madre Teresa varca i confini dell’India e cosi la congregazione viene aperta in molti paesi del mondo.  Nel 1979 riceve il Premio Nobel per la pace. Dopo aver speso la sua vita per i “poveri più poveri”, Madre Teresa muore a Calcutta il 5 settembre 1997.

RIFLESSIONE

Come madre teresa ha sempre dedicato la vita agli ultimi e ad aiutare il prossimo dobbiamo sempre ricordarci di compiere la buona azione quotidiana. 

Per l’attività scrivete su un bel foglio colorato un biglietto di auguri per un bambino meno fortunato che magari non riceverà tanti regali per Natale, però un biglietto con i tuoi auguri potrebbe farlo felice!

Sabato 28 novembre

Santa Chiara d’Assisi

Una ragazza di nome Chiara, nata ad Assisi, molto bella e ricca, un giorno entrò in chiesa per pregare. Stava parlando ai fedeli un suo amico e coetaneo: Francesco. Parlava dell’amore di Dio e Chiara fu così tanto colpita dalle sue parole che decise di
seguirlo.
La giovane capì che la scelta le avrebbe cambiato completamente la vita perché
avrebbe dovuto rinunciare a tutto, ma era decisa a seguire Dio.
Così una notte fuggì di casa, andò in chiesa, si mise in ginocchio davanti all’altare e
Francesco le tagliò i biondi capelli e la vestì con una tonaca semplice e con una corda in vita.
In quel momento Chiara si accorse che quella era la vera felicità, e non la ricchezza
nella quale aveva sempre vissuto.
Da quel giorno, insieme ad altre ragazze, scelse di seguire San Francesco e le sue
regole di vita. Nacque così l’ordine delle “Monache Clarisse” nella chiesa di San
Damiano. Qui visse tutta la vita in preghiera e povertà, fino alla morte dopo anni di malattia. Vi fu sepolto il suo corpo dove ancora si trova.

Vangelo di Mattero (4,18-22) – I primi quattro discepoli

Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

RIFLESSIONE

Come avete letto Santa Chiara si fida di San Francesco e decide di seguirlo, abbandonando tutto!
Adesso chiediamo a voi di fidarvi dell’altro!
Disegnate su un foglio una piccola  cosa che avete paura di fare (esempio parlare davanti a tutti)  e durante questa settimana provate  con l’aiuto di un amico/a genitore o fratello e sorella a provare a superare questa paura fidandovi di loro!

Sabato 14 novembre

San Giovanni Bosco

San Giovanni bosco nacque da una famiglia di contadini piemontesi.

Fin da piccolo dimostrò di essere molto intelligente, ma nonostante ciò il suo fratellastro era contrario a fargli proseguire gli studi perchè, dopo la morte del padre, la famiglia aveva sempre più bisogno di aiuto e sostegno, dovevano collaborare per affrontare le difficoltà di tutti i giorni.

A nove anni, Giovanni fece un sogno: si trovava in mezzo a dei ragazzi che urlavano e litigavano l’uno contro l’altro. Quando sentì alcuni di loro bestemmiare, decise di intromettersi con violenza, cercando di separarli con pugni e calci. Ad un certo punto comparve davanti a lui un uomo con un volto molto luminoso, Gesù,che gli disse: “ Non con le percosse, ma con la calma e la bontà dovrai guadagnarti questi tuoi amici. Mettiti dunque immediatamente a fare loro un’istruzione sulla bruttezza dei peccati e sulla preziosità della virtù.”

Dopo queste parole, Giovanni era molto confuso, come poteva esser capace di educare quei bambini? A quel punto l’uomo luminoso gli indico la Vergine Maria, era lei la donna che gli avrebbe insegnato l’obbedienza. Prima di andarsene; Maria si rivolse a Giovanni, gli indicò il gruppo di bambini e disse:” Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte e robusto”.

Fu così che Giovanni, dopo tanti anni, ormai da adulto, comprese il significato del sogno e decise di dedicare il resto della sua vita all’educazione della gioventù, arrivando a creare le prime comunità giovanili, gli oratori.

RIFLESSIONE

Conoscevi Don Bosco? Sapevi che il primo oratorio è stato creato proprio da lui?

Come ha fatto Don Bosco, anche noi dobbiamo essere pronti ad allungare una zampa ai nostri fratellini in difficoltà.

Per questo motivo, vi chiediamo di prendervi un semplice impegno per questa settimana e di scriverlo su un foglietto, in modo tale da non dimenticarlo!

Pensate a cosa potreste fare per aiutare i vostri amici a scuola, la vostra famiglia.

La vostra buona azione potrà essere d’esempio per i più piccoli, ma anche per i più grandi!

Sabato 7 novembre

San Francesco d’Assisi

La storia narra di un giovane vissuto in un’epoca molto lontana, popolata da principi e valorosi cavalieri, che, sui loro magici destrieri, sfidavano il destino armati di spade che fendevano il vento. Il giovane si chiamava Francesco ed era figlio di un ricchissimo commerciante di Assisi. Come tutti i ragazzi della sua età amava frequentare feste e stare in compagnia. Ben presto, però, si accorse che tutte queste cose non lo rendevano felice.

In una notte misteriosa, proprio quella che precedeva la sua partenza per le crociate, udì in sogno una voce che lo invitava ad abbandonare le attività inutili per seguire la Verità, il Bene, la Giusta Via. Ma quale fosse la giusta via non era chiaro…. Francesco ricevette la risposta in sogno: avrebbe dovuto ricostruire la Chiesa di Cristo ormai in rovina. Fu così che decise di spogliarsi di tutti i suoi averi, restituendo al padre i suoi abiti e scegliendo così la Povertà.

Francesco iniziò una nuova vita, un lungo cammino di privazioni e di aiuto verso i più deboli e i diseredati. Vestito solo di stracci e sofferente per la fame, viaggiava predicando la bellezza del creato e la grandezza di Dio. Le sue parole raccontavano l’amore profondo per tutte le cose, uomini, animali e piante. Questo uomo prodigioso che parlava agli uccelli era in grado di rendere mansueto un lupo perché credeva fermamente nella forza della fede e nella vittoria del Bene sul Male.

RIFLESSIONE

Conoscevi San Francesco? Sai che è il patrono di tutti i lupetti?

Per questo motivo ogni volta che concludiamo una preghiera recitiamo insieme “San Francesco, prega per noi!!”

Ora, come tanti anni fa ha fatto lui, prova a pensare ad un oggetto che possiedi, magari che ti piace, ma che in fin dei conti non è poi così tanto essenziale… Ecco, ora che lo hai trovato, corri a prenderlo e prova a lasciarlo da parte, a non usarlo per tutta la giornata di oggi, in questo modo potrai concentrarti e provare a dedicare il tuo tempo a chi ti sta intorno!

Con i tuoi fratellini abbiamo condiviso l’oggetto che abbiamo scelto, se ti va inviaci pure una foto!!

Prima di concludere questo bel momento, prenditi due minuti solo per te e leggi la preghiera di San Francesco che trovi qui sotto e che recitano tutti i lupetti.

O santo Francesco buono,
ascolta la preghiera dei tuoi Lupetti e delle tue Coccinelle.
Tu, la cui parola d’amore ascoltavano gli uccelli, i pesci e il lupo feroce,
fa che scenda nel nostro cuore la soave bontà del Signore,
fa che possiamo sempre amare e servire gli amici ed i nemici come tu ci hai insegnato,
fa che la nostra anima sia sempre candida,
perché i nostri canti e le nostre gioie giungano fino a te
e tu possa così offrire i nostri cuori a Gesù.

Amen.

Oggi abbiamo scoperto San Francesco, la prossima quale santo incontreremo?
Come vedi, la strada da percorrere è ancora lunga!!